Mercoledì Ankara ha respinto le accuse di Israele secondo cui la Turchia si starebbe preparando a inviare truppe alla base aerea di Abu Dhuhour, nel nord-ovest della Siria. Il giorno precedente, la struttura, in fase di ristrutturazione nella provincia di Idlib, era stata colpita da raid aerei.
La Direzione delle Comunicazioni turca ha respinto le dichiarazioni dell'ufficio del Primo Ministro israeliano definendole "accuse infondate". In una dichiarazione diffusa dall'agenzia di stampa statale Anadolu, Ankara ha affermato che tali accuse miravano a "legittimare i raid aerei illegali di Israele, che violano la sovranità e l'integrità territoriale della Siria".
Martedì Israele ha accusato la Turchia di rappresentare una "minaccia" preparando il dispiegamento di truppe presso la base aerea di Abu Dhuhour, nella provincia di Idlib. Questa struttura è stata colpita da attacchi aerei il 18 agosto 2026.
Nel frattempo, il traffico marittimo nello Stretto di Hormuz continua a diminuire. Martedì, sei navi mercantili hanno attraversato lo stretto, rispetto alle nove del giorno precedente, secondo i dati Kpler raccolti alle 02:58 GMT. Questa cifra rimane al di sotto della media decennale di undici navi. La maggior parte delle compagnie di navigazione sta evitando questa via navigabile strategica in assenza di segnali chiari sulla sua riapertura dopo il blocco imposto durante la guerra Iran-Iraq.
Nella Cisgiordania occupata, Louai Abu Ridi, un americano di origine palestinese dell'Ohio, si appella agli Stati Uniti affinché pongano fine all'assedio della sua casa nel villaggio di Qusra, vicino a Nablus. Da oltre una settimana, i coloni israeliani circondano tre case del villaggio, isolando i loro abitanti e impedendo loro di rifornirsi di cibo. Tornato al villaggio lunedì con alcuni giornalisti, ha issato una bandiera americana sulla sua abitazione per richiamare l'attenzione di Washington sulla situazione.
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