Le primarie della sinistra stanno vivendo una nuova fase di tensione. Matthieu Pigasse afferma di essere stato incoraggiato da Olivier Faure a valutare una possibile partecipazione, salvo poi vedersi chiudere la porta in faccia. Il banchiere d'investimento e proprietario di Radio Nova critica in particolare gli equilibri di potere tra il Partito Socialista e Raphaël Glucksmann.
"Ho detto: sono pronto."
Secondo quanto riportato da Matthieu Pigasse e diffuso lunedì da Le Monde, si sarebbero svolti dei colloqui con Olivier Faure in merito a una sua possibile partecipazione. Tra la fine di agosto e l'inizio di settembre, l'imprenditore avrebbe manifestato al primo segretario del Partito Socialista il suo interesse a "contribuire al dibattito" e a promuovere le sue idee. "Ho detto: 'Sono pronto'. E loro mi hanno risposto: 'No, non ti vogliamo'", ha raccontato alla Fête de l'Humanité (Festa dell'Umanità).
Olivier Faure, tuttavia, nega di aver discusso con lui degli appoggi necessari per una candidatura. Matthieu Pigasse, dal canto suo, afferma che il primo segretario del Partito Socialista "sparì completamente", al punto da lanciare ironicamente un "avviso di persona scomparsa" per ritrovare il suo interlocutore. Un'altra possibilità gli sarebbe stata offerta: ottenere l'appoggio di Avenir socialiste, una fazione di sinistra del Partito Socialista.
L'ombra di Raphaël Glucksmann
Dietro a questo imbroglio si cela soprattutto la questione di Raphaël Glucksmann . Luc Broussy, presidente del consiglio nazionale del Partito Socialista, avrebbe spiegato a Matthieu Pigasse che il leader di Place Publique si sarebbe opposto alla sua partecipazione. Olivier Faure, dal canto suo, ammette di aver avvertito Pigasse del timore che non si raggiungesse un accordo con Place Publique.
Matthieu Pigasse si interroga ora sulle vere ragioni di questa chiusura, soprattutto perché la sua candidatura potrebbe sottrarre voti anche a Olivier Faure. Questo episodio illustra le difficoltà che la sinistra sta incontrando nel definire la portata delle proprie primarie, con Raphaël Glucksmann già criticato da François Ruffin per essersi rifiutato di allargare la competizione. A pochi mesi dalle elezioni presidenziali, la battaglia per stabilire chi può partecipare si sta facendo quasi altrettanto accesa quanto le primarie stesse.
