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Nel febbraio 2024, due attivisti ambientali del collettivo Risposta alimentare aveva cosparso la zuppa sulla tavola "Primavera" di Claude Monet al Museo delle Belle Arti di Lione. Questa azione, intesa a mettere in guardia contro l'emergenza climatica, si è conclusa martedì 14 gennaio 2025 con una condanna in appello per "danni lievi". In primo grado, le giovani donne sono state rilasciate, poiché la tela non ha subito danni diretti, essendo protetta tramite vetro. Tuttavia, la corte d'appello ha riqualificato i fatti, irrogando una sanzione pari a euro 300, sospeso per uno di loro.

Il gesto dei due attivisti, filmato e ampiamente diffuso sui social network, ha suscitato reazioni contrastanti. Il vetro, proteggendo il dipinto stesso, aveva risparmiato l'opera, ma la cornice era leggermente danneggiata e necessitava di un restauro. Gli attivisti hanno giustificato la loro azione invocando una forma di “resistenza civile”, dichiarando: “Stiamo affrontando un’emergenza climatica che mette a rischio le nostre vite e i nostri sogni. » Il collettivo Risposta alimentare campagne per un sistema di sicurezza sociale alimentare che garantisca un accesso equo al cibo sostenibile.

La decisione della corte d'appello ha riacceso il dibattito sui limiti della libertà di espressione nel contesto delle azioni militanti. Secondo l'avvocato delle due giovani, Me Adeline Dubost, la condanna solleva interrogativi circa “l'equilibrio tra un gesto politico e le sue conseguenze legali”. Se gli attivisti sono stati assolti per il loro rifiuto di prelevare campioni di DNA, questa condanna segna un precedente per le azioni simboliche a scopo ecologico, che si sono moltiplicate negli ultimi anni in Europa. Nonostante questa decisione, Risposta alimentare persiste nella sua lotta, sottolineando che questi gesti, sebbene controversi, mirano a sensibilizzare l’opinione pubblica sull’emergenza climatica e a incoraggiare cambiamenti strutturali nelle nostre società.

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