Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno annunciato martedì di aver preso di mira installazioni militari statunitensi in Bahrein e Kuwait, in rappresaglia per la decima notte consecutiva di raid aerei americani contro l'Iran. Due petroliere sono state inoltre sequestrate nello Stretto di Hormuz.
Dieci notti consecutive di attacchi statunitensi contro l'Iran: l'esercito americano ha confermato lunedì di aver condotto una nuova serie di attacchi contro centri di comando militari iraniani e installazioni marittime della Repubblica islamica.
La risposta di Teheran è stata immediata. Martedì, le Guardie Rivoluzionarie hanno annunciato di aver colpito obiettivi militari statunitensi di stanza in Bahrein e Kuwait, senza specificare l'esatta natura dei danni. L'Iran ha inoltre rivendicato il sequestro di due petroliere che stavano utilizzando quella che Teheran definisce la "rotta meridionale" dello Stretto di Hormuz, una via navigabile che la Repubblica Islamica si rifiuta di riconoscere.
Lo Stretto di Hormuz, attraverso il quale transita una parte significativa delle esportazioni globali di petrolio, è ancora una volta al centro delle tensioni tra Washington e Teheran. L'intercettazione di queste navi invia un segnale alle potenze occidentali circa la capacità dell'Iran di interrompere i flussi energetici nella regione.
Lo scambio di attacchi si inserisce in un'escalation militare che si è intensificata negli ultimi giorni, senza che nessuna delle due parti abbia finora manifestato la volontà di impegnarsi in un dialogo diplomatico.
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