Mercoledì, i membri del Parlamento hanno respinto in commissione Giustizia il disegno di legge sulla giustizia penale promosso da Gérald Darmanin. Il disegno di legge è stato bocciato con 18 voti contrari e 16 a favore, con l'intera ala sinistra che ha votato contro e il Rassemblement National astenuto. Questa battuta d'arresto giunge in un momento in cui il Ministro della Giustizia è oggetto di intense critiche in seguito alla morte della piccola Lyhanna, con ripetute richieste di dimissioni.
Dichiarazioni di colpevolezza in ambito penale in subbuglio
Il disegno di legge ha cristallizzato le critiche relative al sistema di patteggiamento penale, fortemente osteggiato da avvocati e giudici. Questo meccanismo, ispirato alle procedure esistenti per i reati minori, consentirebbe agli accusati di reati gravi di ammettere la propria colpevolezza in cambio di una pena concordata, senza dover affrontare un processo con giuria. Gli operatori del diritto lo considerano un attacco al principio del processo formale davanti a una giuria.
Questa battuta d'arresto parlamentare indebolisce ulteriormente la posizione del ministro, costringendolo a gestire contemporaneamente la controversia relativa al caso Lyhanna e la crescente opposizione alla sua riforma giudiziaria. Il rifiuto da parte della commissione non significa l'abbandono definitivo del disegno di legge, che potrebbe ancora essere esaminato in seduta plenaria, ma dimostra l'isolamento politico del Ministro della Giustizia di fronte a un fronte di opposizione unito.
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