Il governo ha appena ritirato dall'ordine del giorno del Consiglio di Stato il progetto di legge sull'assegno sociale unico. Questa riforma, annunciata dal Primo Ministro Sébastien Lecornu lo scorso autunno, mirava a unificare in un unico sistema diverse prestazioni esistenti, come il sussidio di disoccupazione (RSA), il sussidio per l'alloggio (APL) e il bonus attività. La presentazione del progetto di legge era inizialmente prevista per dicembre 2025, ma l'ufficio del Primo Ministro ha infine deciso di sospenderne l'iter. Si tratta di un'ulteriore battuta d'arresto per questo progetto, particolarmente importante per la destra.
Sospesa la fusione delle prestazioni sociali
Il progetto mirava a semplificare l'accesso alle prestazioni sociali e a ridurre il mancato utilizzo degli aiuti, razionalizzando al contempo la spesa pubblica. L'obiettivo dichiarato era quello di agevolare la procedura di richiesta per i beneficiari, accorpando diverse indennità in un unico portale. Tuttavia, negli ultimi mesi sono aumentati i dubbi sulla fattibilità tecnica e sulle conseguenze finanziarie per i beneficiari. Alcuni osservatori temevano che l'accorpamento delle prestazioni avrebbe comportato una perdita di reddito per alcuni degli attuali beneficiari.
Un programma diventato insostenibile
Questo ritiro segna l'ennesimo rinvio di una riforma promessa da diversi mesi. La tempistica iniziale appariva già precaria, data la complessità amministrativa e la resistenza politica. Associazioni ed esperti avevano messo in dubbio la capacità del governo di rispettare gli impegni presi in tempi così ristretti. Senza l'annuncio di una nuova data, il futuro dell'assegno sociale unico rimane incerto.
Communauté
commenti
I commenti sono aperti, ma protetti dallo spam. I post iniziali e i commenti contenenti link vengono sottoposti a revisione manuale.
Sii il primo a commentare questo articolo.