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Venerdì il Consiglio costituzionale ha preso una decisione importante, censurando una delle disposizioni più controverse del disegno di legge sulla sicurezza di Internet (SREN). Tale provvedimento, che proponeva l'istituzione del reato di oltraggio alla rete, è stato ritenuto incostituzionale.

Adottata in via definitiva il 10 aprile, questa disposizione mirava a reprimere i contenuti online che “ledono la dignità di una persona o sono di natura ingiuriosa, degradante o umiliante” o che “creano una situazione intimidatoria, ostile o offensiva” nello spazio digitale. Tuttavia, il Consiglio costituzionale ha ritenuto che tale misura costituisse un “attacco all’esercizio della libertà di espressione e di comunicazione che non è necessario, appropriato e proporzionato”. L'argomento principale contro questa disposizione era la difficoltà di caratterizzare oggettivamente il reato, che si basava su elementi soggettivi dipendenti dalla percezione della vittima.

Oltre a questo provvedimento, il Consiglio costituzionale ha anche censurato quattro articoli del disegno di legge, considerati “cavalieri legislativi”. Si è ritenuto che questi articoli non avessero alcun collegamento diretto o indiretto con l'argomento iniziale del testo.

L’articolo 10, in particolare, era un residuo dell’ambizione del relatore generale del testo all’Assemblea, Paul Midy (Rinascimento), di porre fine all’anonimato online. Si prevedeva che lo Stato si ponesse l’obiettivo di garantire che “il 100% dei francesi possano avere accesso a un’identità digitale gratuita” entro il 1° gennaio 2027. Questa misura mirava a offrire a ciascun cittadino un’identità digitale unica e sicura per accedere a diverse servizi online.

L'articolo 11 riguardava l'istituzione di un servizio che integrasse l'accesso a tutti i servizi pubblici nazionali e locali, compresi gli enti di previdenza sociale e quelli responsabili dei diritti e delle prestazioni sociali. Questo servizio aveva lo scopo di garantire e facilitare la comunicazione dei dati tra le diverse amministrazioni, enti ed enti locali, al fine di semplificare le procedure amministrative per i cittadini.

L'articolo 18 propone di avviare, in via sperimentale, un sistema di mediazione per le controversie relative alla comunicazione online. Questo sistema prevedeva di affidarsi ad associazioni specializzate per risolvere le controversie tra gli utenti delle piattaforme digitali, offrendo così un'alternativa alle procedure legali tradizionali.

Infine, l'articolo 58 prevedeva il rinvio al comitato per il segreto statistico quando l'amministrazione riteneva di rifiutare alcune richieste di consultazione di documenti amministrativi. Tale comitato doveva valutare la legittimità del rifiuto di divulgazione dei documenti per garantire la trasparenza amministrativa tutelando i dati sensibili.

Il Consiglio costituzionale ha stabilito che questi articoli non avevano un collegamento sufficiente con il disegno di legge iniziale, volto a rafforzare la sicurezza di Internet. Di conseguenza, sono stati censurati per mancato rispetto del principio di chiarezza e sincerità del dibattito parlamentare, che richiede che le disposizioni di una legge siano correlate al suo oggetto principale.

Questa decisione segna un punto di svolta nella regolamentazione di Internet in Francia, evidenziando la necessità di trovare un equilibrio tra la protezione delle persone online e la salvaguardia delle libertà fondamentali, in particolare della libertà di espressione. Il disegno di legge SREN dovrà essere rivisto e adeguato per rispondere alle critiche del Consiglio costituzionale cercando al tempo stesso di raggiungere i suoi obiettivi di sicurezza digitale.

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