Jensen HuangIl carismatico CEO di Nvidia, Huang, ha scelto il Consumer Electronics Show (CES) per sganciare la sua bomba: una nuova generazione di modelli di intelligenza artificiale open source progettati per la guida autonoma. Presentata questo lunedì 5 gennaio 2026 a Las Vegas, questa tecnologia promette di trasformare le auto in cervelli mobili, capaci di "ragionare" di fronte all'imprevisto anziché limitarsi a reagire in modo inconsapevole a scenari pre-programmati. Un balzo in avanti che, secondo Huang, evoca l'impatto di ChatGPT sull'intelligenza artificiale conversazionale. Ma dietro l'entusiasmo, aleggia una domanda: questa svolta realizzerà finalmente il sogno dell'auto senza conducente, o è solo un altro miraggio high-tech per far salire le azioni di Nvidia, già l'azienda più quotata al mondo? La collaborazione con Mercedes-Benz, lanciata nel 2020, sta dando i suoi frutti. Huang, un uomo di spettacolo in giacca di pelle, ha presentato questi modelli come un "momento ChatGPT per l'intelligenza artificiale fisica". L'idea: algoritmi che analizzano situazioni complesse in tempo reale, anticipano i pericoli e prendono decisioni ponderate. Niente più auto robot che frenano per un sacchetto di plastica volante. Qui parliamo di intelligenza artificiale che "capisce" il mondo, grazie a enormi set di dati e simulazioni avanzate. Nvidia, il gigante dei chip grafici, sta estendendo il suo impero hardware al software, invadendo il territorio di Tesla e Waymo. Un mercato colossale: la robotica automobilistica, secondo Huang, sarà il prossimo El Dorado, superando di gran lunga i videogiochi che hanno fatto la fortuna della sua azienda.
Una corsa frenetica verso l'autonomia
Ciò che rende questo annuncio così sorprendente è la tempistica: il CES 2026, la principale fiera dell'elettronica di consumo, arriva proprio mentre le promesse dei veicoli autonomi sono in stallo da anni. Tesla e i suoi incidenti di alto profilo, Waymo e i suoi taxi robot limitati ad alcune città americane: l'industria ha promesso la luna ma ha consegnato solo prototipi. Nvidia sta reagendo con l'open source: modelli accessibili a tutti i produttori per accelerare l'adozione. Mercedes, pioniera in questa partnership, integrerà questi strumenti nei suoi modelli futuri, puntando alla commercializzazione entro il 2028. Huang vede questo come un punto di svolta: l'intelligenza artificiale fisica, applicata ai robot mobili, sbloccherà mercati immensi, dalla logistica al trasporto personale. Ma lo scetticismo è in agguato. Le sfide normative (chi è responsabile in caso di incidente?), quelle etiche (un'intelligenza artificiale che "ragiona" come un essere umano, davvero?) e quelle tecniche (l'enorme necessità di potenza di calcolo) rimangono insormontabili. Nvidia, quotata a livelli stratosferici, sta cavalcando quest'onda per giustificare la sua bolla azionaria. Huang, un visionario o un dispensatore di sogni? Il suo discorso, venato di ottimismo californiano, evoca il Maggiolino n. 53 a guida autonoma della Disney degli anni '70: testardo e imprevedibile. Solo che qui promette stabilità e affidabilità. Resta da vedere se questa IA sarà all'altezza delle aspettative o se finirà nel baratro delle promesse tecnologiche non mantenute. A Las Vegas, dove le luci al neon mascherano i dubbi, Nvidia ha riacceso la corsa. Per gli automobilisti francesi, abituati agli ingorghi parigini, l'auto pensante sembra un sogno. Ma nel 2026, con le autorità di regolamentazione europee in massima allerta, l'arrivo su larga scala di questi veicoli autonomi sembra ancora lontano. Huang, tuttavia, punta sull'accelerazione: la robotica di domani inizia oggi e Nvidia vuole esserne il cervello.