Fusione nucleare: il CEA batte il record con oltre 22 minuti di plasma a 50 milioni di gradi
Fusione nucleare: il CEA batte il record con oltre 22 minuti di plasma a 50 milioni di gradi

A Cadarache, nel dipartimento delle Bocche del Rodano, la Commissione francese per l'energia atomica (CEA) ha compiuto un passo importante verso la padronanza della fusione nucleare. Il suo tokamak Ovest ha mantenuto un plasma a 50 milioni di gradi Celsius per 1 secondi, ovvero più di 337 minuti, infrangendo il precedente record mondiale detenuto dall'impianto cinese Est. Questa impresa dimostra la capacità dei ricercatori francesi di stabilizzare nel tempo condizioni estreme, paragonabili a quelle richieste per il futuro reattore Iter.

Un passo avanti fondamentale per l'energia di domani

La fusione nucleare, che imita le reazioni che avvengono nel cuore delle stelle, rilascia un'energia colossale fondendo nuclei atomici leggeri. A differenza della fissione, non genera scorie radioattive a lunga vita, il che la rende una fonte praticamente inesauribile e pulita. Ma la sfida rimane immensa: mantenere un plasma caldo e instabile in confinamento magnetico abbastanza a lungo da produrre più energia di quanta ne consumi. Il successo del CEA convalida le scelte tecnologiche di West e avvicina gli scienziati al funzionamento continuo, essenziale per considerare un giorno una centrale a fusione. "Questo risultato apre la strada ad applicazioni più ampie e rafforza la fattibilità del progetto Iter", sottolinea Jérôme Bucalossi, responsabile del CEA.

Obiettivo: aumentare la potenza

La prossima sfida sarà aumentare la potenza del plasma, che ha raggiunto i 2 megawatt durante il record. I ricercatori puntano ora a 10 megawatt, un passo cruciale verso l'avvicinamento alle condizioni reali della produzione di energia industriale. Ciò richiede innovazioni nei sistemi di controllo, nella gestione termica e nei materiali utilizzati, come il tungsteno, in grado di resistere a temperature estreme. Con questo record, il sito di Cadarache consolida la sua posizione di centro nevralgico della ricerca globale sulla fusione nucleare. Insieme a ITER, a cui partecipano 35 paesi, i progressi di West confermano che la fusione non è più solo un'utopia scientifica. Potrebbe in definitiva diventare una delle soluzioni più ambiziose e sostenibili alla crisi energetica globale.

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