Il ministro dell'Interno Laurent Nuñez ha stabilito che il provvedimento di espulsione nei confronti di Xenia Fedorova non costituisce "un attacco alla libertà di espressione". Il ministro è intervenuto giovedì per porre fine alle polemiche suscitate da questa decisione amministrativa contro la giornalista, considerata la voce del Cremlino nei media francesi.
Xenia Fedorova è accusata di fungere da tramite per la propaganda russa in territorio francese, un'accusa che i suoi difensori contestano invocando la libertà di stampa e il diritto di esprimere opinioni minoritarie.
All'interno del Rassemblement National, la reazione è tutt'altro che unanime. Una parte del movimento ha approvato la lotta contro le interferenze straniere, pur denunciando un doppio standard nella gestione dei voti ritenuti indesiderabili. Altri funzionari eletti e personalità dello stesso schieramento, tra cui Thierry Mariani, hanno scelto di condannare apertamente quella che definiscono censura politica, rifiutandosi di avallare un'espulsione basata, a loro avviso, su convinzioni piuttosto che su azioni.
Il caso cristallizza un dibattito più ampio sul confine tra ingerenza straniera e libertà di opinione, in un momento in cui le autorità francesi stanno intensificando le misure contro le reti di influenza legate a Mosca.
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