Emmanuel Macron conclude martedì la sua visita di Stato in Armenia con la firma di un accordo di partenariato strategico con questa piccola nazione caucasica di tre milioni di abitanti. Questa ex repubblica sovietica, divisa tra le aspirazioni europee e i legami storici con Mosca, sta cercando di diversificare le proprie alleanze internazionali. Il presidente francese ha visitato in mattinata il memoriale di Yerevan dedicato alle vittime del genocidio del 1915, prima di recarsi a Gyumri, città devastata dal terremoto del 1988 nell'Armenia nord-occidentale.
Un rapporto storico e una grande diaspora
La Francia vanta una lunga storia di solidarietà con l'Armenia, dove il presidente francese è stato accolto con numerose manifestazioni di sostegno. Dai più alti funzionari ai semplici cittadini nelle strade di Yerevan, grida di "Viva l'Armenia! Viva la Francia!" hanno accompagnato la sua visita. La Francia ospita la più grande diaspora armena dopo quelle di Russia e Stati Uniti, con 400.000 persone residenti nel paese. Questa comunità costituisce un legame naturale tra le due nazioni e spiega in parte la forte francofilia di questa nazione caucasica.
Liberarsi dall'isolamento geografico
L'Armenia, paese senza sbocco sul mare tra Azerbaigian, Iran, Georgia e Turchia, ripone le sue speranze nella pace per rompere il suo isolamento geografico. Il confine con la Turchia rimane chiuso, complicando gli scambi commerciali ed energetici. L'accordo firmato martedì e i relativi contratti mirano a sviluppare i collegamenti terrestri e commerciali del paese, rafforzando al contempo la già stretta relazione bilaterale tra Parigi e Yerevan. Questi nuovi impegni includono sforzi di difesa senza precedenti e l'apertura di nuovi legami economici tra le due capitali.
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