Mentre la custodia di Pavel Durov si avvicina alla fine, la Russia e gli Emirati Arabi Uniti reagiscono al suo arresto

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Pavel Durov, il creatore e CEO di Telegram, è attualmente in custodia di polizia in Francia, provocando un'ondata di shock a livello internazionale. Arrestato sabato sera all'aeroporto Le Bourget, a nord di Parigi, mentre arrivava da Baku, il miliardario russo-francese è oggetto di un'indagine giudiziaria per dodici gravi reati legati alla criminalità organizzata.

La giustizia francese accusa Durov, 39 anni, di non aver collaborato con le autorità rifiutandosi di fornire informazioni che consentissero di intercettare le comunicazioni sulla sua piattaforma Telegram. Questo servizio di messaggistica crittografato, che vanta oltre 900 milioni di utenti in tutto il mondo, è accusato di fungere da terreno fertile per varie attività criminali, come il traffico di droga, la pornografia infantile, la frode e il riciclaggio di denaro in un gruppo organizzato.

L'indagine, aperta l'8 luglio e condotta da giudici inquirenti specializzati a Parigi, si concentra su diverse accuse, tra cui "complicità in delitti e crimini" commessi tramite Telegram, nonché "fornitura di servizi di "crittologia non dichiarata" che garantiscono la riservatezza dei dati comunicazioni. A condurre le indagini sono il Centro per il contrasto alla criminalità digitale (C3N) e l'Ufficio nazionale antifrode (Onaf).

La custodia cautelare di Pavel Durov, che può durare fino a 96 ore, è stata prorogata fino a mercoledì. Oggi i giudici decideranno se dovrà essere incriminato. Se incriminato, Durov potrebbe essere posto in custodia cautelare o sotto controllo giudiziario. Tuttavia, potrebbe anche essere rilasciato senza processo.

L'arresto di Durov ha scatenato reazioni immediate e forti in tutto il mondo. Personalità come Edward Snowden ed Elon Musk hanno espresso il loro sostegno al fondatore di Telegram. In Russia, il Cremlino ha denunciato quello che ha percepito come un "tentativo di intimidazione" contro Durov, sottolineando la gravità delle accuse e la necessità di prove concrete. Il vicepresidente della Duma di Stato, Vladislav Davankov, ha persino organizzato una protesta simbolica davanti all'ambasciata francese a Mosca, lanciando aeroplanini di carta a forma del logo di Telegram.

Da parte loro, gli Emirati Arabi Uniti, dove risiede Durov e di cui possiede la nazionalità oltre a quella francese e russa, hanno chiesto alla Francia un accesso consolare urgente. Il Paese segue da vicino gli sviluppi nella situazione dei suoi cittadini.

Telegram, che si distingue per il suo impegno nella tutela della privacy e nel non sfruttamento dei dati personali, ha riaffermato la propria conformità alle leggi europee, incluso il Regolamento sui servizi digitali. La società ha ritenuto assurdo ritenere Durov personalmente responsabile degli abusi commessi sulla piattaforma.

Emmanuel Macron ha tenuto a precisare che l'arresto non è stato una decisione politica, bensì il risultato di un'indagine giudiziaria indipendente, sottolineando che la Francia rimane impegnata a favore della libertà di espressione e di comunicazione. Ciononostante, il caso continua ad acuire le tensioni diplomatiche tra Francia, Russia ed Emirati Arabi Uniti, con potenziali ripercussioni internazionali.

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