OpenAI, la società dietro ChatGPT, si sta preparando per un ingresso spettacolare nei mercati finanziari con un'offerta pubblica iniziale (IPO) che potrebbe valutare la società fino a 1 miliardi di dollariSecondo quanto riportato, mercoledì diverse fonti vicine al caso hanno rivelato quanto accaduto. ReutersUna simile transazione collocherebbe OpenAI tra le aziende tecnologiche più preziose al mondo, accanto a giganti come Apple, Microsoft e Alphabet.
Secondo queste fonti, l'IPO dovrebbe avvenire nel 2026, probabilmente sul Nasdaq, e potrebbe rappresentare uno dei più grandi round di raccolta fondi nella storia del mercato. Le trattative sono ancora in corso, ma diverse importanti banche d'investimento, tra cui Morgan Stanley e Goldman Sachs, sarebbero già state contattate per fornire consulenza sull'operazione.
La crescita esponenziale del valore di OpenAI si basa sulla crescita esponenziale dei suoi prodotti, in particolare ChatGPT e i modelli di intelligenza artificiale GPT-5, ampiamente adottati nelle aziende e nei servizi pubblici. L'azienda, fondata nel 2015 da Sam Altman e sostenuta da Microsoft, gode di una posizione dominante nel mercato globale dell'intelligenza artificiale generativa, un settore in crescita esponenziale.
Microsoft, già azionista di maggioranza di OpenAI con una quota stimata del 49%, potrebbe vedere la propria valutazione aumentare considerevolmente se l'accordo andasse in porto. Il colosso tecnologico americano ha investito oltre 13 miliardi di dollari in OpenAI e integra già le sue tecnologie nella sua suite software e nel suo motore di ricerca Bing.
Questa IPO segnerebbe una svolta fondamentale nella storia dell'intelligenza artificiale, simboleggiando la maturità commerciale di un settore a lungo percepito come sperimentale. Tuttavia, alcuni osservatori mettono in guardia contro una "bolla dell'IA" alimentata da aspettative eccessive, che ricordano gli eccessi visti durante l'era delle dot-com degli anni 2000.
Se la valutazione di mille miliardi di dollari venisse confermata, OpenAI diventerebbe la prima azienda non quotata nella storia a raggiungere tale soglia prima del suo ingresso sul mercato, confermando la sua posizione di forza trainante globale dell'attuale rivoluzione tecnologica.