È uno sciopero che la dice lunga. Per il secondo giorno consecutivo, ieri, martedì 15 aprile, la scuola media Paul-Vallon di Givors, a sud di Lione, è rimasta praticamente ferma. Causa di questo movimento: la crescente violenza scolastica e un generale senso di insoddisfazione. Cosa chiedono i docenti? L'inserimento nella rete educativa prioritaria (REP), l'unico modo, secondo loro, per ottenere risorse umane sufficienti. La settimana precedente era stata un susseguirsi di eccessi.
Un clima di violenza ignorato per anni
Un supervisore è stato aggredito mentre cercava di calmare uno studente, un collega si è rotto un pollice mentre separava due studenti delle medie e diversi incendi sono scoppiati nel cortile della scuola. Gli incidenti si stanno moltiplicando e gli adulti sono sopraffatti. "È inaccettabile", denuncia un insegnante di matematica, che sottolinea la mancanza di risorse di fronte all'escalation di violenza. Le testimonianze degli studenti confermano la gravità del clima. Tirate di capelli, percosse che portano al ricovero in ospedale, aggressioni verbali e fisiche stanno diventando all'ordine del giorno nel cortile e nei corridoi. Intervenire sta diventando rischioso: alcuni studenti ignorano i supervisori, continuano a picchiare, si rifiutano di obbedire. Una quotidianità che è diventata insopportabile.
Incontro al rettorato, poche speranze per gli insegnanti
La scuola, con oltre 500 studenti e circa 40 insegnanti, chiede risorse più adeguate: classi più piccole, più supervisori, un assistente sociale a tempo pieno e un secondo tutor. Sono richieste che pervengono da anni, senza alcuna risposta concreta. Gabriele AttaliL'allora Ministro dell'Istruzione aveva promesso di includere la scuola nella rete di istruzione prioritaria. Anche Nicole Belloubet ne aveva parlato. Da allora, più nulla. Silenzio radio dopo il cambio di governo. L'autorità scolastica regionale, da parte sua, assicura di prestare alla scuola "un'attenzione particolare". Una delegazione sarà ricevuta mercoledì. Ma gli insegnanti, poco convinti, stanno sospendendo la protesta per mancanza di risorse per proseguirla. La loro rabbia, tuttavia, non accenna a placarsi.