Il governo sta inasprendo la normativa sugli apprendistati. Una bozza di decreto del Ministero del Lavoro propone di ridurre i bonus erogati alle aziende che assumono apprendisti nell'istruzione superiore. L'obiettivo dichiarato è chiaro: contenere la spesa pubblica e generare quasi 900 milioni di euro di risparmi in due anni.
Finora, le aziende con meno di 250 dipendenti potevano ricevere un sussidio di 5.000 euro per l'assunzione di un apprendista, rispetto ai 2.000 euro delle aziende più grandi. Questo schema, ampliato negli ultimi anni per fornire un sostegno significativo agli apprendistati, sarà ora modulato in base al livello di qualificazione perseguito.
Per i diplomi professionali biennali (BTS o DUT), la borsa di studio sarà limitata a 4.500 euro nelle PMI. Per le lauree triennali, magistrali o in ingegneria, scenderà a 2.000 euro. Nelle aziende con 250 dipendenti o più, il sostegno sarà ancora più limitato: 1.500 euro per i programmi post-secondari biennali e solo 750 euro per i titoli di studio superiori. Rimane un'eccezione per gli apprendisti con disabilità, la cui borsa di studio rimarrà di 6.000 euro.
Un dispositivo che è diventato vittima del suo stesso successo
Questi sussidi eccezionali si applicano solo al primo anno dei contratti di apprendistato firmati prima del 1° gennaio 2027. Il governo spera di risparmiare circa 200 milioni di euro nel 2026 e altri 700 milioni nel 2027.
Dietro questa riduzione si cela un paradosso. Il sistema ha contribuito in larga misura all'esplosione del numero di apprendisti negli ultimi anni. Il numero è passato da circa 430.000 apprendisti nel 2017 a oltre un milione nel 2023. Questa crescita spettacolare si spiega in particolare con la massiccia espansione degli apprendistati nell'istruzione superiore e nel settore dei servizi.
Ma questo successo ha un prezzo. L'estensione del programma ai corsi di laurea dell'istruzione superiore, in particolare alle facoltà di economia e ingegneria, ha aumentato significativamente la spesa pubblica. Il governo ora ritiene che il sistema debba essere riorientato, pur mantenendone l'attrattiva.
Il decreto entrerà in vigore immediatamente dopo la pubblicazione. Si applicherà solo ai nuovi contratti firmati a partire da tale data. Le imprese e gli enti di formazione stanno già mettendo in discussione l'impatto di questa riduzione dei sussidi, dato che l'apprendistato è diventato un fattore chiave per l'occupazione giovanile.