Secondo diversi documenti finanziari trapelati negli ultimi mesi, la società ha accumulato centinaia di milioni di dollari di perdite annuali, nonostante una valutazione di mercato azionario a lungo sostenuta da investitori vicini all'ex presidente degli Stati Uniti. Spese legali, compensi basati su azioni e la volatilità del mercato delle criptovalute hanno contribuito al rapido deterioramento del gruppo.
Una diversificazione rischiosa in asset digitali
Trump Media ha lanciato numerose iniziative legate a Bitcoin e ad altre criptovalute, in particolare attraverso progetti finanziari associati al marchio Trump. Il gruppo ha persino annunciato l'intenzione di accumulare ingenti riserve di criptovalute, una strategia difesa dai suoi dirigenti come motore di crescita, ma considerata estremamente rischiosa da diversi analisti.
Questa direzione alimenta anche le critiche sui potenziali conflitti di interesse che circondano Donald Trump e la sua famiglia, fortemente coinvolti nel mondo delle criptovalute sin dal suo ritorno al potere. Nonostante le difficoltà finanziarie dell'azienda, Truth Social rimane uno strumento politico fondamentale per il presidente americano, che continua a utilizzarlo per diffondere direttamente i suoi messaggi alla sua base conservatrice.
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1 commento
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A mio parere, dovremmo organizzare una raccolta fondi. Certo, Donald Trump ci ha rovinati con lo Stretto di Hormuz, che il regime iraniano minacciava di bloccare da decenni, e la situazione potrebbe peggiorare ulteriormente se sfuggisse di mano, ad esempio, se i depositi petroliferi dei paesi vicini venissero attaccati dall'Iran in seguito, per esempio, alla distruzione delle sue centrali elettriche. Ma se si organizzasse una raccolta fondi globale a sostegno della sua rete sociale, Donald Trump si "ammorbidirebbe" a tal punto da non osare più, ad esempio, imporci dazi doganali.