porto di marsiglia vista panoramica sul mediterraneo
porto di marsiglia vista panoramica sul mediterraneo

Nuovo episodio nella crociata anti-Airbnb del Comune di Marsiglia. Lunedì, il comune guidato da Benoît Payan ha annunciato la riduzione del periodo massimo di locazione per gli alloggi turistici ammobiliati, da 120 a 90 giorni all'anno. Questa decisione rientra nella politica di persecuzione perseguita da diversi anni contro la piattaforma e coloro che, in mancanza di un'alternativa migliore, fanno affidamento su questa fonte di reddito per integrare il proprio reddito.

Con il pretesto di combattere la crisi immobiliare, il municipio socialista persegue una visione ideologica, ignorando la realtà del mercato immobiliare. Secondo Airbnb, gli affitti stagionali rappresentano solo lo 0,3% del patrimonio immobiliare di Marsiglia, ben lontani dagli alloggi sfitti, che sono 28 volte più numerosi. Ma invece di affrontare i veri problemi – carenza di costruzioni, oneri amministrativi e tassazione proibitiva – il municipio preferisce punire i singoli proprietari che stanno semplicemente aggiungendo valore ai loro immobili in un mercato immobiliare depresso.

Questo inasprimento delle misure si aggiunge a una serie di misure repressive già attuate dal comune: l'obbligo di indennizzare il primo affitto stagionale, una brigata dedicata al monitoraggio degli annunci pubblicitari e la rimozione arbitraria delle cassette delle chiavi con una smerigliatrice. Si tratta di azioni puramente politiche, volte a dare rassicurazioni a una sinistra dogmatica che denuncia il "capitalismo delle piattaforme", a scapito della libertà economica e degli interessi dei marsigliesi.

Su Airbnb, l'esasperazione è palpabile. "Limitare la frequenza con cui i residenti di Marsiglia possono affittare la loro residenza principale non risolverà la crisi immobiliare", afferma Clément Eulry, direttore generale della piattaforma per Francia e Belgio. Airbnb sottolinea inoltre che il 90% degli annunci riguarda case affittate meno di 120 giorni all'anno o stanze in case private, ben lontano dall'immaginario di una città invasa da investitori speculativi.

Ma il municipio socialista persiste, applicando normative sempre più restrittive, senza alcun effetto reale sull'accesso agli alloggi. D'altra parte, sono i piccoli proprietari immobiliari e l'economia turistica locale a rischiare di pagarne il prezzo. Meno Airbnb significano meno entrate aggiuntive per i residenti, meno clienti per le attività commerciali locali e meno attrattività per Marsiglia. In breve, una politica punitiva che, sotto le mentite spoglie della regolamentazione, distrugge ciò che ancora funziona in una città minata dall'inazione e dall'inefficacia delle politiche pubbliche.

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