Una relazione presentata al governo propone di utilizzare una parte dei risparmi depositati nel conto di risparmio Livret A per sostenere alcuni progetti di energia rinnovabile. L'obiettivo sarebbe quello di ridurre i costi di finanziamento degli impianti più redditizi, in particolare i progetti infrastrutturali su larga scala. Gli autori suggeriscono che questi fondi, gestiti dalla Caisse des Dépôts (un istituto finanziario pubblico), potrebbero essere destinati a progetti con i costi di produzione più competitivi, soprattutto nel settore eolico e solare.
Secondo questo studio, i sussidi pubblici per le energie rinnovabili sono aumentati notevolmente negli ultimi anni, passando da 2,6 miliardi di euro nel 2024 a oltre 6 miliardi di euro previsti per il 2026. Questa tendenza potrebbe accelerare ulteriormente nei prossimi anni. Per contenere questa crescita, il rapporto raccomanda una migliore focalizzazione degli aiuti e la promozione di meccanismi di finanziamento alternativi.
Leve per limitare i costi per lo Stato
Tra le soluzioni proposte vi è lo sviluppo di contratti privati di vendita di energia elettrica, supportati da garanzie pubbliche, per limitare i periodi in cui i prezzi di mercato diventano negativi. Anche il potenziamento della capacità di accumulo, in particolare tramite batterie, è considerato essenziale per migliorare la redditività complessiva di queste fonti energetiche intermittenti.
Gli autori evidenziano inoltre i ritardi amministrativi, ritenuti eccessivi in Francia, che aumentano i costi dei progetti rispetto ad altri Paesi europei. Una maggiore efficienza degli impianti potrebbe ridurre significativamente la spesa pubblica, in un contesto di dibattito in corso sul ruolo delle energie rinnovabili nel mix energetico nazionale.
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