"The Return": Ralph Fiennes torna a vestire i panni di Ulisse, Juliette Binoche a vestire i panni di Penelope in un dramma antico molto atteso
Il ritorno

Il regista Uberto Pasolini svela finalmente il suo adattamento dell'Odissea, un progetto a lungo pianificato che riunisce due grandi nomi del cinema europeo. L'uscita in Francia è prevista per il 18 giugno 2025. Ci sono voluti sedici anni di riflessione e preparazione al regista italiano per portare a compimento questo film, più dei dieci anni che ci sono voluti a Ulisse per tornare a Itaca. Un'aspettativa all'altezza dell'ambizione: offrire una reinterpretazione intima e realistica del celebre poema di Omero, lontana dai tradizionali racconti mitologici.

Un film atteso da più di un decennio

Ci vollero dieci anni a Ulisse per tornare a Itaca. Uberto Pasolini, da parte sua, aspettò ancora di più per realizzare Il ritorno, la sua rivisitazione essenziale dell'Odissea. In un'intervista con il Custode, il regista italiano racconta di aver sognato questo adattamento per quasi trent'anni, senza mai osare il grande passo finché non è stato Ralph Fiennes a spingerlo a farlo. Inizialmente considerato come regista, l'attore britannico alla fine preferì interpretare Ulisse, lasciando la regia del film a Pasolini.

La svolta arrivò durante una cena nel 2022, quando Fiennes, sedotto dal ruolo, convinse il regista di essere pronto. Non restava che trovare Penelope. Fu ancora Fiennes a suggerire Juliette Binoche, con la quale aveva condiviso il ruolo ne Il paziente inglese. L'attrice accetta entusiasta, completando così un carismatico duo centrale. Girato in soli due mesi tra Corfù e la periferia di Roma, il film è stato realizzato con un budget modesto di 20 milioni di dollari, ben lontano dai 250 milioni di dollari stanziati per l'imminente adattamento dell'Odissea di Christopher Nolan, previsto per il 2026.

Una rilettura intima e disincantata dell'Odissea

Pasolini scelse una versione realistica, concentrandosi nuovamente sulle ultime pagine del poema di Omero. Qui non ci sono dei o creature mitiche, ma uno scontro umano, quasi politico, che affronta la prova del ritorno. Ulisse, distrutto e invecchiato dalla guerra, approda a Itaca dopo due decenni di assenza. Scopre un regno irriconoscibile, un figlio, Telemaco, minacciato dai pretendenti della madre, e una moglie vessata, costretta a scegliere un nuovo re.

Più che una storia d'avventura, The Return promette di essere una tragedia sobria e tesa sulla perdita, la memoria e il peso del potere. Fiennes, in un ruolo molto sobrio, interpreta un eroe ferito, lontano dal conquistatore trionfante. Juliette Binoche, nel ruolo di Penelope, incarna una donna forte ma con le spalle al muro, prigioniera di una morsa patriarcale.

In controtendenza rispetto agli adattamenti spettacolari, Uberto Pasolini offre una variazione raffinata e drammatica del ritorno del re, una riflessione sul tempo, sulla lealtà e sull'identità. Un progetto a lungo termine che uscirà in Francia il 18 giugno, qualche mese prima della versione per il grande schermo di Nolan. Due visioni del mito, due modi di mettere in discussione il nostro rapporto con le storie fondative.

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