La decisione è stata uno shock. Il Grand Café di Saint-Nazaire, fondato nel 1997 e designato "Centro Nazionale per l'Arte Contemporanea" dal 2018, cesserà la sua programmazione nella primavera del 2027. Il sindaco socialista David Samzun ha confermato ufficialmente la chiusura il 2 giugno, annunciando una trasformazione in uno "spazio creativo ed espositivo la cui programmazione metterà in luce la diversità di prospettive ed espressioni nella fotografia, sia professionale che amatoriale". La nuova sede sarà gestita da un operatore esterno tramite una gara d'appalto, in sostituzione dell'attuale gestione diretta. Sono previsti quattro milioni di euro di lavori di ristrutturazione per una riapertura nel 2029. "È molto difficile; il Grand Café era uno dei pilastri della nostra rete", ha dichiarato a Le Monde Émilie Renard, co-presidente dell'Associazione francese per lo sviluppo dei centri d'arte contemporanea.
Una decisione di bilancio mascherata da scelta artistica
Sia per i professionisti che per l'opposizione comunale, la tesi artistica fatica a mascherare una realtà finanziaria: la città stanziava annualmente 873.000 euro per la gestione del centro, contro i 75.000 euro stanziati dallo Stato. Il passaggio a un gestore privato, che dovrà autofinanziare parte delle proprie attività, solleva interrogativi sulla sostenibilità del modello. Il vicesindaco per la Cultura, Michel Ray, assicura tuttavia a Le Monde che "tutti gli obiettivi sono stati raggiunti in modo soddisfacente" e difende la volontà di "voltare pagina". Il Grand Café, unico centro d'arte contemporanea accreditato nella regione dei Paesi della Loira e unico spazio professionale per le arti visive a Saint-Nazaire, aveva già subito un primo colpo nel 2022 con la perdita del LiFE, un vasto spazio nell'ex base sottomarina della città, rilevato dal comune per un programma di valorizzazione del patrimonio che non è mai riuscito a recuperare i 50.000 visitatori attratti dalla mostra di Stéphane Thidet. Il Ministero della Cultura ha già avvertito che un cambiamento di missione così profondo richiederebbe una rivalutazione dell'accordo e, di conseguenza, del marchio nazionale.
Dipendenti licenziati, studenti d'arte minacciati, petizione online
La chiusura ha scatenato una mobilitazione che va oltre la sfera politica. L'artista Benoît Pieron, che aveva esposto lì nel febbraio 2025, afferma di "non capire perché uno dei luoghi più importanti della scena artistica contemporanea venga chiuso". Il gruppo di opposizione municipale "Ensemble, soyons Saint-Nazaire" (Insieme, siamo Saint-Nazaire) ha pubblicato un comunicato l'11 giugno denunciando il declino dei servizi pubblici e mettendo in discussione il futuro dei programmi di educazione artistica nelle scuole, così come quello degli studenti della Scuola di Belle Arti di Saint-Nazaire, la cui presenza in città è in parte legata al Grand Café. I rappresentanti eletti sottolineano anche il paradosso di affidare a un gestore privato una struttura completamente ristrutturata con 4 milioni di euro di denaro pubblico. I dipendenti, che secondo il comunicato avrebbero appreso del loro licenziamento improvvisamente, sono al centro delle preoccupazioni. Una manifestazione è prevista per venerdì 12 giugno alle 18:30. davanti al Grand Café, e una petizione online ha già raccolto diverse migliaia di firme.
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