La Turchia è in subbuglio a seguito della pubblicazione di una vignetta satirica sulla rivista Leman, che raffigura due figure chiamate "Maometto" e "Musa" che sorvolano una città bombardata. Le autorità sostengono che la vignetta rappresenti il profeta Maometto, affermazione che il giornale nega fermamente. Il Ministero dell'Interno ha diffuso il filmato dell'arresto del vignettista, accusato di "offesa pubblica ai valori religiosi", scatenando una tempesta politica e giudiziaria.
Violenza nelle strade e caccia ai giornalisti
La procura di Istanbul ha emesso diversi mandati di arresto e ha descritto gli eventi come "gravi", mentre la rivista ha affermato che l'uomo era semplicemente un fittizio civile musulmano, vittima di un bombardamento israeliano. Secondo la redazione, l'interpretazione blasfema è una manipolazione politica. Nonostante queste spiegazioni, lunedì sera è esplosa la rabbia pubblica: un bar frequentato dai dipendenti del giornale è stato preso d'assalto a Istanbul. La polizia è intervenuta con la forza per disperdere i manifestanti, dando vita a scontri che hanno coinvolto fino a 300 persone.
Il Ministro della Giustizia ha denunciato "una mancanza di rispetto per le nostre convinzioni" e il governatore di Istanbul ha sottolineato "provocazioni dannose per l'unità nazionale". Il quotidiano Leman, noto per le sue posizioni anticlericali e audaci, viene regolarmente attaccato dagli ambienti conservatori.
Il caso è un esempio lampante delle tensioni che circondano la libertà di espressione in Turchia, dove satira e religione si scontrano. Nel 2015, Leman suscitò l'ira delle autorità esprimendo il suo sostegno a Charlie Hebdo. Oggi, è ancora una volta l'indipendenza della stampa a trovarsi al centro della contesa.