Era il 19 aprile: gli amanti del Tour de Nesle furono messi a morte.
Era il 19 aprile: gli amanti del Tour de Nesle furono messi a morte.

Il 19 aprile 1314, a Pontoise, i fratelli Gautier e Philippe d'Aunay furono giustiziati con estrema brutalità per aver avuto relazioni con Margherita e Bianca di Borgogna, nuore del re Filippo IV il Bello. Accusati di tradimento, subirono una punizione esemplare dopo essere stati torturati e costretti a confessare. La loro morte segnò il tragico culmine di uno scandalo scoppiato pochi giorni prima a corte e che avrebbe scosso profondamente la monarchia capetingia.

Uno scandalo ai massimi livelli del governo.

La vicenda ebbe inizio quando sorsero sospetti di adulterio riguardanti le giovani principesse, mogli dei figli del re. Fu Isabella di Francia, regina d'Inghilterra e figlia di Filippo il Bello, ad allertare il padre dopo aver riconosciuto alcuni doni offerti alle cognate in possesso di due cavalieri. Venne immediatamente avviata un'indagine: i fratelli d'Aunay furono arrestati, interrogati sotto tortura e infine confessarono le loro relazioni con Margherita e Bianca. La notizia provocò un vero e proprio terremoto a corte, dove la reputazione e la moralità della famiglia reale furono gravemente messe in discussione.

Una repressione implacabile

La giustizia reale era estremamente severa. I due cavalieri, ritenuti colpevoli di aver insultato l'onore del re, furono giustiziati pubblicamente a titolo di esempio. Le principesse, dal canto loro, furono rasate a zero, vestite con abiti indecenti e imprigionate a vita nella fortezza di Château-Gaillard. Margherita, moglie del futuro Luigi X, morì lì poco dopo, probabilmente vittima delle dure condizioni di prigionia, o addirittura di un assassinio. Bianca sopravvisse più a lungo e finì per ritirarsi in un convento, mentre Giovanna di Borgogna, anch'essa implicata, fu infine assolta.

Una crisi dalle conseguenze durature

Al di là della tragedia umana, la vicenda della Tour de Nesle indebolì profondamente la dinastia capetingia. Mise in dubbio la legittimità degli eredi e contribuì a una duratura diffidenza nei confronti della trasmissione del potere attraverso le donne. Quando, pochi anni dopo, i figli di Filippo il Bello morirono senza eredi maschi diretti, la successione divenne incerta e spianò la strada all'ascesa dei Valois. Questo scandalo, un intreccio di politica, morale e violenza, si configura quindi come uno dei presagi delle tensioni che avrebbero segnato la fine del Medioevo e che avrebbero infine condotto alla Guerra dei Cent'anni.

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