— Mondiali di calcio 2026: la Casa Bianca giustifica l'esclusione dell'arbitro somalo Omar Artan adducendo sospetti di legami con il terrorismo.
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La Casa Bianca ha giustificato la sua decisione di negare l'ingresso negli Stati Uniti a Omar Abdulkadir Artan, arbitro somalo selezionato per i Mondiali del 2026. Al suo arrivo all'aeroporto internazionale di Miami da Istanbul, l'arbitro è stato fermato dalle autorità statunitensi e successivamente espulso. Era in possesso di un visto valido e avrebbe dovuto unirsi alla squadra arbitrale dei Mondiali. 

Il motivo addotto: problemi di sicurezza

Secondo l'amministrazione statunitense, la decisione si basa su preoccupazioni di sicurezza nazionale. Un funzionario statunitense ha dichiarato che a Omar Artan è stato negato l'ingresso a causa di un "associazione con presunti membri di organizzazioni terroristiche"Andrew Giuliani, direttore esecutivo della task force della Casa Bianca presso la FIFA, ha difeso la decisione, spiegando che c'era un "Un'ottima ragione" a tale rifiuto di ingresso, senza rendere pubblici i dettagli precisi del caso. 

Un rifiuto nonostante il suo status FIFA

Omar Artan non era un viaggiatore qualunque. Era tra gli arbitri selezionati per dirigere le partite dei Mondiali del 2026, ospitati da Stati Uniti, Canada e Messico. Il suo arrivo a Miami era previsto per consentirgli di partecipare al ritiro di allenamento degli arbitri, che si teneva sul suolo americano. Dopo essere stato respinto, la FIFA ha confermato che non avrebbe potuto né allenarsi né arbitrare durante il torneo. 

Undici ore di interrogatorio a Miami

L'arbitro somalo è stato interrogato per diverse ore dopo il suo arrivo negli Stati Uniti. Le domande si sarebbero concentrate sulla situazione politica in Somalia e su possibili legami con Al-Shabaab, un gruppo jihadista attivo nella regione. Omar Artan ha negato qualsiasi collegamento con un'organizzazione terroristica. Le autorità statunitensi non hanno rilasciato prove dettagliate. 

La Casa Bianca sta adottando una linea dura

Per Washington, lo status sportivo di Omar Artan non fa alcuna differenza ai fini dei controlli d'ingresso. Le autorità statunitensi ritengono che i Mondiali non debbano consentire l'ingresso negli Stati Uniti a individui considerati ad alto rischio. Il messaggio è chiaro: persino un arbitro accreditato dalla FIFA può essere bloccato se le autorità statunitensi ritengono che il suo profilo sollevi problemi di sicurezza. 

Un arresto improvviso di una prima storica

La decisione è stata un duro colpo per Omar Artan, che si apprestava a diventare il primo arbitro somalo a dirigere una partita dei Mondiali. Nominato arbitro africano dell'anno nel 2025, rappresentava un traguardo importantissimo per il calcio somalo. La sua esclusione arriva ancor prima dell'inizio della competizione e pone fine alla sua partecipazione al torneo, a meno di un ripensamento amministrativo, che non è ancora stato annunciato. 

La FIFA sta cedendo di fronte alla sovranità americana.

La FIFA ha dichiarato di non avere alcuna competenza in materia di procedure di immigrazione nel Paese ospitante. L'organo di governo ribadisce che l'ammissione nel Paese rientra nella giurisdizione delle autorità statunitensi. In altre parole, anche se Omar Artan fosse stato selezionato dalla FIFA, la decisione finale sul suo ingresso nel Paese spetta comunque agli Stati Uniti. 

La Somalia denuncia una decisione dalle conseguenze di vasta portata

Il governo somalo ha espresso rammarico per la decisione americana e ha tentato di trovare una soluzione diplomatica. Tuttavia, la posizione dell'arbitro è rimasta invariata. Al suo ritorno a Mogadiscio, Omar Artan è stato accolto da numerosi sostenitori. Ha ringraziato la FIFA e la Confederazione Africana di Calcio, ribadendo la sua intenzione di proseguire la carriera nonostante l'esclusione. 

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