Da domenica 19 luglio, l'Unione Europea ha imposto una nuova norma ai produttori tessili: la distruzione di abbigliamento, accessori e calzature invenduti è vietata in tutta l'UE. Questa misura, che rientra nel regolamento sull'ecodesign adottato dalla Commissione Europea il 9 febbraio, segna una svolta nella gestione delle eccedenze produttive. Gli operatori del settore dovranno ora adattare le proprie pratiche commerciali per evitare l'accumulo di scorte destinate alla discarica.
Alternative obbligatorie alla distruzione
I produttori sono incoraggiati a sviluppare canali alternativi per la vendita delle scorte invendute. La rivendita, il ricondizionamento, le donazioni a enti di beneficenza e il riutilizzo dei materiali sono tra le opzioni preferite. Questo requisito mira a ridurre gli sprechi tessili, una sfida importante in un settore in cui la sovrapproduzione è ancora diffusa. Le aziende dovranno ripensare la gestione delle scorte a monte della filiera e migliorare la gestione dei resi dei clienti.
Questo divieto si basa sul regolamento europeo sulla progettazione ecocompatibile dei prodotti, un quadro normativo che disciplina la produzione e la gestione del fine vita dei beni di consumo. Le autorità europee intendono limitare l'impatto ambientale dell'industria tessile, una delle più inquinanti al mondo. I trasgressori sono soggetti a sanzioni, sebbene le precise procedure di applicazione debbano ancora essere definite in ciascuno Stato membro.
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