Editoriale anti-Bolloré: dopo Jean-Pascal Zadi, Juliette Binoche fa marcia indietro a sua volta
Editoriale anti-Bolloré: dopo Jean-Pascal Zadi, Juliette Binoche fa marcia indietro a sua volta

Dopo aver firmato una lettera aperta contro Vincent Bolloré e Canal+, Jean-Pascal Zadi e Juliette Binoche hanno entrambi preso le distanze, ognuno a modo suo.

Un articolo di opinione molto critico nei confronti di Vincent Bolloré.

Il manifesto "Zapper Bolloré" fu pubblicato durante il Festival di Cannes. Denunciava l'influenza di Vincent Bolloré nei media e nel settore culturale, in particolare per quanto riguarda il ruolo di Canal+ nel cinema francese. Il testo fu firmato da diverse centinaia di professionisti del cinema, tra cui due personalità di spicco: Jean-Pascal Zadi e Juliette Binoche.

Canal+ reagisce con forza

In seguito alla pubblicazione di questo articolo di opinione, Canal+ ha reagito con fermezza. Maxime Saada, amministratore delegato del gruppo, ha denunciato il testo come ingiusto nei confronti del canale e del suo personale. Ha inoltre lasciato intendere che Canal+ non intendesse più collaborare con i firmatari dell'articolo. Questa dichiarazione ha immediatamente aggiunto un'ulteriore dimensione alla vicenda, dato il ruolo significativo di Canal+ nel finanziamento del cinema francese.

Jean-Pascal Zadi afferma di avere “Ho interpretato male il testo”

Il primo notevole dietrofront è arrivato da Jean-Pascal Zadi. L'attore e regista, che era tra i firmatari, ha successivamente chiesto che il suo nome venisse rimosso dalla lettera aperta. Si è anche scusato con Canal+. La sua spiegazione si può riassumere in una frase: aveva “Ho interpretato male il testo” prima di firmarlo.

Questa giustificazione è stata subito ridicolizzata, poiché equivaleva ad ammettere di aver firmato un documento altamente politico senza comprenderne appieno le implicazioni. Non molto credibile…

Juliette Binoche si rammarica di alcuni termini

Anche Juliette Binoche ha preso le distanze da una parte della lettera aperta. Invitata a commentare la vicenda, l'attrice non ha ripudiato l'intera iniziativa, ma ha espresso rammarico per alcune parole utilizzate nel testo. In particolare, ha giudicato goffo l'uso del termine "goffo". "fascista". Ha voluto anche difendere i team di Canal+, affermando che stanno lavorando “molto, molto buono” e descrivendoli come"Oreficeria".

Una ritirata leggermente più convincente di quella di Jean-Pascal Zadi, ma la cui sincerità è altrettanto discutibile. Nel mondo del cinema francese, mordere la mano che ti nutre non è mai una buona strategia commerciale…

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