Il regista James Cameron ha scritto al senatore repubblicano Mike Lee per denunciare le potenziali conseguenze di una fusione tra Netflix e Warner Bros. Discovery. Secondo il regista, un accordo del genere indebolirebbe in modo permanente la distribuzione cinematografica e minaccerebbe migliaia di posti di lavoro legati alla produzione e alla distribuzione cinematografica.
In questa lettera, presentata durante le audizioni parlamentari sulle questioni di concorrenza, l'autore Titanic e la saga Avatar Ritiene che il modello di business del leader dello streaming si basi su una logica incompatibile con quella degli studi tradizionali. Teme in particolare una riduzione, o addirittura una marginalizzazione, delle uscite cinematografiche a favore della distribuzione prioritaria sulle piattaforme di streaming.
Il futuro dei cinema è al centro delle preoccupazioni
Netflix, da parte sua, ha dichiarato la sua intenzione di mantenere una finestra cinematografica di 45 giorni e di aumentare gli investimenti nella produzione. Tuttavia, James Cameron mette in dubbio la sostenibilità di questi impegni, temendo che le priorità cambino una volta finalizzato l'accordo. A suo avviso, una diminuzione del numero di uscite cinematografiche innescherebbe un effetto domino: chiusure di cinema, riduzione delle riprese, difficoltà per le società di effetti visivi e una contrazione complessiva dell'offerta cinematografica disponibile.
Oltre al destino degli esercenti, il progetto solleva anche interrogativi sulla concorrenza, dato il peso combinato dei due gruppi nell'intrattenimento globale. Warner Bros. Discovery ha avviato trattative con un altro contendente, pur mantenendo la sua attuale preferenza. Gli azionisti dovrebbero votare in un'assemblea prevista per marzo.