Il direttore israeliano Nadav Lapid si ritira da FID Marseille in seguito agli appelli al boicottaggio.
Il direttore israeliano Nadav Lapid si ritira da FID Marseille in seguito agli appelli al boicottaggio.

Il regista israeliano Nadav Lapid ha annunciato il suo ritiro dal Festival Internazionale del Cinema di Marsiglia (FID), in programma dal 7 al 12 luglio, in seguito agli appelli al boicottaggio lanciati da diversi cineasti contrari alla sua partecipazione. Figura di spicco del cinema d'autore contemporaneo, Lapid avrebbe dovuto far parte della giuria di questa 37ª edizione, presentare uno dei suoi film e partecipare a una discussione sulla sua opera.

Sebbene risieda in Francia da diversi anni, Nadav Lapid è noto per le sue frequenti critiche al governo israeliano di Benjamin Netanyahu e alla guerra in corso a Gaza sin dagli attacchi di Hamas del 7 ottobre 2023. Nonostante queste posizioni, la sua presenza al festival ha suscitato proteste da parte di alcuni esponenti dell'industria cinematografica.

Una controversia che si è intensificata

Secondo quanto riferito dalla direzione del FID Marseille, una prima ondata di proteste si è manifestata tra alcuni dei cineasti selezionati. Di fronte a questa situazione, gli organizzatori e Nadav Lapid avevano inizialmente concordato che quest'ultimo avrebbe rinunciato al suo ruolo di giurato per poter comunque proiettare il suo film. Il poliziotto nonché l'incontro programmato con il pubblico.

Ma la protesta si è poi estesa agli eventi stessi. Di fronte alla portata della controversia e per evitare di danneggiare ulteriormente il festival, il regista ha infine deciso di ritirarsi completamente dal programma.

Il festival difende la libertà artistica

In una dichiarazione, la FID Marseille ha espresso il proprio rammarico per la situazione, sostenendo che non è giustificato ritenere un artista responsabile delle decisioni politiche prese dal suo governo. Gli organizzatori hanno sottolineato che Nadav Lapid sviluppa da diversi anni una prospettiva critica sulla società israeliana e sulle scelte dei suoi leader.

La direzione del festival ribadisce inoltre che le voci artistiche capaci di mettere in discussione la violenza, i conflitti e gli eccessi politici devono poter essere ascoltate, anche quando suscitano dibattito o controversie.

Diversi film rimossi dal programma

Gli appelli al boicottaggio hanno spinto diversi registi a ritirare le proprie opere dalla selezione. Secondo gli organizzatori del festival, circa dieci film sono stati rimossi dal programma a seguito di questa mobilitazione.

Pur riconoscendo il diritto di ogni artista di ritirare la propria opera, gli organizzatori ribadiscono la loro opposizione ai boicottaggi culturali. Ritengono che escludere un creatore in base alla sua nazionalità o origine mini il dialogo artistico e la libertà di espressione, valori che considerano fondamentali per la missione del festival.

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