rubrica di Sophie Letourneur
rubrica di Sophie Letourneur

Con L'Aventura, in uscita mercoledì 2 luglio, Sophie Letourneur continua la sua esplorazione naturalistica della vita familiare in una commedia estiva con l'attore e cantante Philippe Katerine. Il film, presentato all'ACID di Cannes, racconta una vacanza in Sardegna tanto banale quanto caotica.

Una gita in famiglia filmata come un diario personale

Dopo Voyages en Italie, che esplorava l'intimità di una coppia in fuga senza figli, Sophie Letourneur amplia l'esperienza aggiungendo una dimensione familiare. Questa volta, la coppia Jean-Phi (interpretato da Philippe Katerine) e Sophie (interpretata dalla regista stessa) porta i loro due figli in viaggio in Sardegna. Mentre Sophie e i bambini prendono il treno notturno, Jean-Phi attraversa la Francia da solo in auto, prima di riunirsi sul traghetto che li porterà sull'isola italiana.

La quotidianità del viaggio è narrata dalla figlia undicenne di Sophie, Claudine, che documenta la vacanza con il suo smartphone. Le registrazioni diventano il filo conduttore della storia, tra il nuoto, i capricci del piccolo Raoul di 11 anni, le pizze, i litigi, la gelosia e la stanchezza dei genitori. Un accumulo di momenti banali e senza filtri, dove le tensioni coesistono con la noia e la tenerezza. Una scelta registica deliberata, come spiega Sophie Letourneur nel press kit: "Questo non è cinema spettacolare, è la vita così com'è, con i suoi vuoti, le sue esplosioni, i suoi silenzi".

Realtà sublimata o noia presunta?

Ispirato a sequenze audio registrate nel 2016 durante le sue vacanze, L'Aventura gioca con temporalità e punti di vista. Il film è punteggiato da scene registrate, ricordi e persino filmati di famiglia in Super 8 del padre della regista. È un modo per Letourneur di sfumare i confini tra finzione e autobiografia, come un diario di bordo filmato.

Philippe Katerine, nei panni di un padre capriccioso e anticonformista, infonde al film una salutare stravaganza. Ma l'impegno radicalmente realistico può risultare sconcertante. L'abbondanza di scene incentrate sulle preoccupazioni quotidiane – in particolare i capricci e i bisogni di Raoul – può suscitare sia divertimento che stanchezza. Una critica che la regista sembra anticipare attraverso i suoi dialoghi. Quando un personaggio chiede: "Pensi che a qualcuno interessi tutto questo?", lei risponde, con la voce di Sophie, "È affascinante".

A metà strada tra un finto documentario e una commedia familiare, L'Aventura si inserisce in una vena intima e artigianale del cinema francese. Un progetto personale che cattura l'umanità nella sua semplicità, anche se ciò significa mettere gli spettatori di fronte alla domanda: dovremmo filmare tutto ciò che riguarda la vita quotidiana, anche ciò che preferiremmo dimenticare durante le vacanze?

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