Venerdì l'Assemblea nazionale ha respinto di stretta misura, con 40 voti favorevoli e 37 contrari, una disposizione che prevedeva l'ergastolo per gli autori di stupri seriali ai danni di almeno un minore di 15 anni. Introdotta dal governo nel progetto di legge sulla tutela dei minori a seguito del caso Joël Le Scouarnec, la misura è stata bocciata dopo un dibattito particolarmente acceso. Il governo ha quindi richiesto una seconda lettura, che si terrà martedì, prima della votazione finale sull'intero disegno di legge.
La Ministra delegata per la parità di genere, Aurore Bergé, ha espresso il suo rammarico per tale rifiuto, sostenendo che la legislazione vigente non prevede l'ergastolo nei casi di stupri multipli di minori. Ha citato in particolare il caso di Joël Le Scouarnec, condannato per centinaia di stupri e aggressioni sessuali a minori, ma che rischia una pena massima di vent'anni di reclusione per i reati per i quali è stato riconosciuto colpevole.
La sinistra privilegia la prevenzione rispetto a pene più severe.
Gruppi di sinistra e ambientalisti hanno giustificato la loro opposizione sostenendo che il rafforzamento delle sanzioni non risolve le difficoltà nell'individuare e perseguire i reati di violenza sessuale contro i minori. Diversi parlamentari hanno sottolineato che solo una piccola percentuale dei colpevoli viene effettivamente condannata e hanno auspicato maggiori risorse per la prevenzione, la giustizia e le indagini al fine di contrastare la recidiva.
Nonostante questo rifiuto, i membri del parlamento hanno approvato diverse altre disposizioni del disegno di legge. Il testo prevede in particolare una pena detentiva fino a 30 anni per gli stupri seriali quando almeno una vittima è minorenne. I parlamentari hanno inoltre approvato una misura che obbliga i genitori a rivelare l'identità dei responsabili delle attività extrascolastiche, al fine di rafforzare la trasparenza e la sicurezza nelle scuole.
Communauté
commenti
Scrivi una recensione
Sii il primo a commentare questo articolo.