Installé dans un hôtel particulier du 8e arrondissement bordant le parc Monceau, le musée Cernuschi rassemble depuis 1898 près de 15 000 objets chinois, japonais, coréens et vietnamiens légués par le collectionneur et banquier Henri Cernuschi. L’accès à ses collections permanentes reste entièrement gratuit et sans réservation.
Un percorso riprogettato nel 2020 che abbraccia cinque millenni di arte asiatica.
Le musée, propriété de la Città di Parigi, a rouvert en mars 2020 après près de neuf mois de rénovation, avec un parcours entièrement repensé mettant en scène environ 600 œuvres sur les presque 15 000 que compte la collection. La visite s’ouvre sur l’histoire même du collectionneur, dont un espace dédié retrace le tour du monde effectué entre 1871 et 1873, période durant laquelle il a rassemblé l’essentiel de ses acquisitions asiatiques.
Il momento clou della visita rimane un imponente Buddha di bronzo in trono, collocato nell'ampio salone dal soffitto alto dell'ex dimora, accanto a una tigre di bronzo risalente a 3.000 anni fa, uno dei pezzi più iconici della collezione.
Mostre temporanee che rinnovano regolarmente la tematica
Sebbene l'ingresso alle collezioni permanenti rimanga gratuito, il museo propone anche mostre temporanee (a pagamento) che arricchiscono regolarmente il suo percorso espositivo; la prossima mostra, che aprirà il 20 novembre, sarà dedicata agli studiosi yangban dell'antica Corea. Il museo organizza inoltre aperture serali gratuite e visite guidate accessibili, in particolare per i visitatori con disabilità visive o uditive.
Il Museo Cernuschi, la seconda collezione di arte asiatica più grande della capitale dopo quella del Museo Guimet, rimane un luogo pressoché sconosciuto al grande pubblico, nonostante la ricchezza delle sue collezioni e l'accesso senza condizioni.
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