Otto organizzazioni ambientaliste e la Confédération paysanne (Confederazione dei contadini) chiedono al Consiglio costituzionale di abrogare diverse disposizioni della legge agricola d'emergenza. Hanno presentato un contributo scritto a sostegno degli appelli già presentati dai parlamentari dei Verdi, di La France Insoumise e dei socialisti.
Secondo i firmatari, il testo adottato il 21 luglio viola la Carta dell'Ambiente, che ha valore costituzionale. Sostengono, in particolare, che la legge infranga il principio di precauzione e il diritto di ogni persona a vivere in un ambiente sano ed equilibrato.
Usi controversi dei pesticidi, stoccaggio dell'acqua e allevamento del bestiame.
Le associazioni prendono di mira principalmente la reintroduzione dell'acetamiprid e del flupyradifurone, due pesticidi controversi. Denunciano inoltre l'obiettivo di raddoppiare la capacità di stoccaggio idrico in agricoltura entro il 2035, nonché l'allentamento di alcune norme applicabili all'allevamento del bestiame, che a loro avviso potrebbe ridurre la trasparenza ambientale.
Tra le organizzazioni coinvolte figurano la Lega per la protezione degli uccelli, Générations Futures, France Nature Environnement e il WWF Francia. La decisione del Consiglio costituzionale è ora molto attesa, poiché determinerà fino a che punto il parlamento potrà allentare le normative agricole in nome dell'urgenza economica senza violare le tutele ambientali sancite dalla Costituzione. Non è ancora stata fissata una data per l'udienza di appello.
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