Il capo della diplomazia cinese, Wang Yi, ha iniziato mercoledì il suo tour annuale di Capodanno in Africa, una tradizione diplomatica con cui Pechino intende sottolineare l'importanza strategica del continente nella sua politica estera.
Secondo il Ministero degli Affari Esteri cinese, Wang Yi visiterà successivamente Etiopiain Somaliain Tanzania e LesotoQuesto tour si concentra sull'Africa orientale, una regione chiave per gli interessi economici e di sicurezza cinesi.
La visita in Somalia ha un particolare valore simbolico: è la prima visita di un ministro degli esteri cinese nel paese dagli anni '1980. Arriva in un momento diplomatico delicato, dopo che Israele ha riconosciuto l' Somaliland, un territorio secessionista nel nord della Somalia. Pechino ha ribadito il suo sostegno all'integrità territoriale somala e cerca di rafforzare la sua influenza intorno al Golfo di Aden, un asse marittimo cruciale per il commercio cinese con l'Europa attraverso il Canale di Suez.
In Tanzania, la Cina si sta concentrando su obiettivi economici a lungo termine, in particolare l'accesso alle risorse minerarie africane. Le aziende cinesi sono impegnate nella modernizzazione della linea ferroviaria. Ferrovia di Tazarache collega la Tanzania allo Zambia. Questo progetto è visto come un contrappeso al corridoio di Lobito, sostenuto da Stati Uniti e Unione Europea, destinato a collegare l'Africa centrale all'Atlantico.
L'ultimo passo in Lesotho è quello di consentire a Pechino di presentarsi come un paladino del libero scambio. La Cina ha recentemente concesso ai paesi più poveri l'accesso senza dazi al suo vasto mercato, rispettando un impegno assunto dal presidente. Xi Jinping al vertice Cina-Africa del 2024. Un messaggio particolarmente forte rivolto a questo piccolo regno dell'Africa meridionale, duramente colpito dai dazi imposti lo scorso anno dagli Stati Uniti.
Con questo tour, Pechino conferma la sua volontà di consolidare la propria influenza politica, economica e strategica in Africa, in un contesto di accresciute rivalità con le potenze occidentali nel continente.