Dodici anni dopo la scomparsa del volo MH370 della Malaysia Airlines, le nuove ricerche nell'Oceano Indiano meridionale non hanno prodotto risultati. Il Ministero dei Trasporti malese ha annunciato domenica 8 marzo 2026 che l'operazione, avviata a fine dicembre, era stata annullata senza aver localizzato il relitto del velivolo.
L'8 marzo 2014, un Boeing 777 in volo da Kuala Lumpur a Pechino è improvvisamente scomparso dai radar con 239 persone a bordo, tra cui 227 passeggeri e 12 membri dell'equipaggio. Nonostante anni di indagini e approfondite operazioni di ricerca, né l'aereo né le scatole nere sono stati ritrovati, rendendo questo caso uno dei più grandi misteri dell'aviazione civile.
La ricerca verrà rilanciata alla fine del 2025
A seguito di un accordo con la Malesia, la società di esplorazione marina Ocean Infinity ha ripreso le ricerche il 31 dicembre 2025, in un'area dell'Oceano Indiano meridionale considerata la posizione più probabile per il ritrovamento del velivolo. La missione avrebbe dovuto durare fino a 55 giorni.
Tuttavia, secondo le autorità malesi, la fase attiva delle ricerche si è conclusa il 23 gennaio 2026, senza che sia stata trovata alcuna traccia dell'aereo. Il governo ha assicurato che continuerà a tenere informate le famiglie di qualsiasi nuova informazione riguardante le indagini.
La rabbia delle famiglie delle vittime
L'annuncio ha suscitato frustrazione tra le famiglie dei passeggeri, in particolare in Cina. In una lettera aperta al Primo Ministro malese Anwar Ibrahim, diverse famiglie hanno denunciato la mancanza di comunicazione da parte delle autorità.
Affermano di non aver ricevuto alcun aggiornamento sull'andamento delle ricerche da metà gennaio e affermano di non aver ricevuto risposta nonostante i numerosi tentativi di contattare il Ministero dei trasporti malese.
Le famiglie delle vittime chiedono ora al governo di estendere il contratto con Ocean Infinity per consentire la prosecuzione delle ricerche. L'associazione Voice370, che rappresenta diverse famiglie di passeggeri, ha anche chiesto alle autorità di aprire la missione ad altre società di esplorazione marina interessate.